L'isola di Ventotene
L'isola di Ventotene
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Le isole di Ventotene e Santo Stefano, quando la Natura incontra la Storia

Ventotene, a metà della rotta che unisce Ponza ad Ischia è la più piccola isola abitata delle Pontine. Tranquilla, avvolta da un mare cristallino offre al visitatore una vacanza a stretto contatto con la natura, lontana dal caos e dai rumori cittadini.

La sua straordinaria morfologia, i profumi della macchia mediterranea, gli intensi colori uniti alla calorosa ospitalità dei suoi abitanti regalano un soggiorno irripetibile a chi cerca un'isola lontana dagli stereotipi delle vacanze di mare.

Ogni luogo di Ventotene, è "in mezzo al mare" ma è anche il testimone di una storia millenaria iniziata quando Ulisse ascoltò lungo le sue scogliere il canto delle sirene. A livello del mare l'isola é lunga 2.900 metri circa e larga 900, é tufacea e con coste ripide. Il periplo é di 5 miglia marine.Vi sono secche sul lato nord-tra gli scogli detti Sconcigli (anche chiamati Sconciglie) e la costa sul lato sud tra Cala Battaglia e Le Saliere. Il canale fra Ventotene e Santo Stefano misura un miglio e non presenta pericoli. La profondità varia dai 7 ai 20 metri. Il faro, situato presso il Porto Romano, è ben visibile per chi passa vicino l’isola.

La sosta nel Porto Romano é molto tranquilla: l'imboccatura ad est consente al mare di entrare nel porto solo con il Levante, ma la forza del mare si scarica nell'insenatura del Pozzillo. Possono accedere al Porto Romano solo le imbarcazioni non più lunghe di dieci metri e che non peschino più di due metri. L'ormeggio é gratuito, però vi sono anche aree di sosta a pagamento in concessione o con la guardiania (fornite di acqua e di elettricità), per informazioni telefonare a al (+39)077185273. Se decidete di mettervi alla ruota in mezzo al Porto Nuovo, calcolate l'ampia accostata che il traghetto farà prima di disporsi in banchina. E' vietato l'ormeggio presso la banchina di approdo del postale (segnalata da una scritta), e, sulla diga, nel punto di approdo degli aliscafi. I fondali vanno da 4 a 6 metri. Nel Porto Nuovo c'é l'unica pompa di benzina dell'isola. Il porto romano scavato nel tufo, la peschiera, gli imponenti resti archeologici di villa Giulia, e le cisterne di villa Stefania testimoniano l'importanza che già dai tempi antichi aveva l'isola di Ventotene. L'antico borgo marino, la chiesa di S. Candida, il Forte Torre ed il maestoso carcere sull'isolotto di Santo Stefano sono i più importanti monumenti borbonici dell’isola. l 12 dicembre del 1997, il Ministero dell'Ambiente ha dato il via all'istituzione dell'Area Naturale Marina Protetta "Isole di Ventotene e Santo Stefano".

L'area protetta comprende tre zone a tutela differenziata. La più interna é la riserva integrale che coincide con la zona biologicamente più intatta e che ha bisogno di maggiore difesa. Qui l'accesso é consentito in misura limitata e solo per scopi scientifici, i sub dovranno essere accompagnati da personale specializzato e con apposito permesso. La seconda zona può essere considerata come riserva generale: in questa parte del territorio può anche essere previsto l'intervento umano, però l'ambiente non può essere alterato ed ogni attività deve essere finalizzata a sviluppare sempre di più la sua naturalezza. I vincoli sono meno rigidi e l'accesso viene consentito in punti fissi e percorsi prestabiliti con permessi rilasciati dell'Ente gestore, i residenti potranno avere permessi previo richiesta. Generalmente l'accesso ai subacquei é permesso, ma con guide locali autorizzate. Infine esiste una terza zona di riserva parziale, dove la presenza dell'uomo é preponderante e dove sono ammesse tutte le attività compatibili con la preservazione dell'ambiente, comprese quelle di sfruttamento delle riserve purchè concordate con l'Ente gestore. Come dimostrano i dati raccolti in alcune aree mediterranee ed extraeuropee, le riserve organizzate in questo modo non sono affatto penalizzanti per chi ci vive e ci lavora: é dimostrato che gestione corretta e vincoli adeguati garantiscono un graduale ripopolamento naturale nell'intera area interessata (e non solo di quelle delle riserve integrali), tanto da assicurare l'incremento degli introiti derivanti dalla pesca. Ma anche i turisti ne traggono vantaggi. I sub, ad esempio, hanno la possibilità di acquisire maggiore familiarità con la fauna ittica.

mareLa riserva, in particolare quella marina, era stata più volte invocata dall'amministrazione comunale. Questo perchè Ventotene e Santo Stefano rappresentano, senza dubbio, aree naturali da preservare. Tanto più che la presenza umana e turistica non hanno determinato il degrado che purtroppo si osserva in altre parti d'Italia. L'istituzione della Riserva, fin dal momento in cui é stata decisa, é apparsa come una scelta azzardata agli occhi di alcuni ventotenesi, spaventati dalle ripercussioni che apporterà all'indotto turistico classico. Ma, al contrario, la riserva costituisce una grande occasione per le due isole: la possibilità di migliorare il modo di concepire il turismo e anche la nascita di nuove fonti di guadagno. Certo, sempre che nel progetto ci sia il coinvolgimento dell'intera popolazione e sempre che i ventotenesi siano disposti a credere fino in fondo a queste chances ambientalistiche ed economiche. Una cosa é sicura: non cogliere l'opportunità della riserva, significherebbe perdere non solo un'occasione di maturità - fors'anche intellettuale - ma pure la prospettiva di un futuro "possibile".

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