Basta immergersi pochi istanti nelle limpide acque di Ventotene per restare incantati dallo scenario che appare davanti ai nostri occhi:spugne scarlatte che ricoprono le pareti delle grotte,gorgonie,formazioni di calcare viola e blu che appaiono come corallo tropicale,grappoli e anelli di uova di molluschi,corvine e castagnole. Frequenti incontri con grossi pesci come cernie e saraghi che si lasciano avvicinare senza paura perché non più disturbate da pescatori,vivendo in un area marina protetta.

 

Ornitologia

In primavera,gli uccelli migratori che hanno trascorso l’Inverno in Africa si dirigono verso nord per nidificare e si trovano a dover sorvolare,dopo il deserto,anche il Mar Mediterraneo,che rappresenta una rischiosa barriera ecologica. Per studiare l’importanza che le isole mediterranee rivestono quali siti di sosta per gli uccelli migratori,dal 1988 l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) coordina il PROGETTO PICCOLE ISOLE (PPI),che si basa su una fitta rete di stazioni insulari e costiere distribuite sul Mediterraneo. Su queste vengono condotte attività di inanellamento standardizzato,secondo protocolli accettati a livello internazionale. La tecnica dell’inanellamento consente il marcaggio individuale degli uccelli mediante un leggerissimo anello posto alla zampa,e permette di studiarne le rotte di migrazione e la storia di vita. Nell’ambito di questo vastissimo progetto Ventotene è sin dall’inizio risultata un sito di straordinaria importanza ornitologica,con l’inanellamento di oltre 150.000 uccelli appartenenti a circa 100 specie diverse. L’isola accoglie,infatti,enormi numeri di uccelli che,partiti la sera precedente dalle coste del Nord africa , hanno volato ininterrottamente durante la notte,e si trovano ancora sul mare al sopraggiungere del giorno. Quale vero punto di attrazione per gli uccelli,Ventotene è visitata da uccelli diretti verso aree geografiche vastissime,che vanno dall’Europa occidentale e settentrionale fino alla Russia orientale.

Ventotene, a metà della rotta che unisce Ponza ad Ischia è la più piccola isola abitata delle Pontine. Tranquilla, avvolta da un mare cristallino offre al visitatore una vacanza a stretto contatto con la natura, lontana dal caos e dai rumori cittadini. La sua straordinaria morfologia, i profumi della macchia mediterranea, gli intensi colori uniti alla calorosa ospitalità dei suoi abitanti regalano un soggiorno irripetibile a chi cerca un'isola lontana dagli stereotipi delle vacanze di mare.

Ogni luogo di Ventotene, è "in mezzo al mare" ma è anche il testimone di una storia millenaria iniziata quando Ulisse ascoltò lungo le sue scogliere il canto delle sirene. A livello del mare l'isola é lunga 2.900 metri circa e larga 900, é tufacea e con coste ripide. Il periplo é di 5 miglia marine.Vi sono secche sul lato nord-tra gli scogli detti Sconcigli (anche chiamati Sconciglie) e la costa sul lato sud tra Cala Battaglia e Le Saliere. Il canale fra Ventotene e Santo Stefano misura un miglio e non presenta pericoli. La profondità varia dai 7 ai 20 metri. Il faro, situato presso il Porto Romano, è ben visibile per chi passa vicino l’isola.

Pandataria, dal termine greco Pandoteira cioè “dispensatrice di ogni bene” e poi Pandoira, Pantatera, Ventatere, Bentetien, Vendutena, Vetotiene e alla fine Ventotene. A queste ultime variazioni lessicali non deve essere stata estranea l’assonanza con il termine “vento” che la caratterizza. La presenza dell’uomo su Ventotene è testimoniata a partire dal tardo neolitico (4000 anni fa), in quanto si trovava sulla rotta dell’ossidiana, ( materiale utilizzato per la realizzazione di lame e utensili),tra le isole siciliane, la Sardegna e Palmarola, ad avvalorare questa tesi,sono state rinvenute tracce di schegge lavorate di questo minerale in località “Cara Rossano” e “Fontanelle”. A Ventotene a partire dalla fine del I secolo a.C. iniziò la costruzione di una villa imperiale destinata all’ “otium” con annesso porto e peschiera poi in seguito anche come luogo in esilio di esponenti della famiglia imperiale. Per violazione della “lex Iulia” sulla moralizzazione pubblica nel 2 a.C., Giulia,figlia di Augusto,fu la prima ospite illustre,seguita da Agrippina,esiliata da Tiberio nel 29 d. C. e da Ottavia,mandata nell’isola da Nerone del 62 d.C. , fu Flavia Domitilla,accusata di giudaismo da Dominazio. Dopo il I secolo d.C. iniziò l’abbandono e il degrado dell’isola, i pochi abitanti rimasti si limitano da sfruttare e a modificare le strutture già esistenti curando la manutenzione delle strutture essenziali quali il porto e il sistema idrico. Il rinvenimento di una lapide funeraria romana riutilizzata quale piano di un altare,testimonia la presenza di una comunità religiosa tra la fine del VI, e gli inizi del VII sec. Per i secoli successivi,sino all’alto medioevo,si registra un progressivo abbandono dell’isola. Nel medioevo viene datata la presenza di monaci cistercensi. Nel XVI sec le isole pontine vengono cedute dallo Stato Pontificio alla famiglia Farnese. Nel 1734 con la costituzione del Regno delle Due Sicilie di Carlo III di Borbone le isole pontine divennero patrimonio privato del Re di Napoli,da allora ha inizio una attività di asportazione di materiale archeologico, in particolare da parte dell’ambasciatore inglese a Napoli.