Il porto di Terracina
La bellezza del porto peschereccio di Terracina
Il lungomare di Gaeta
Il bellissimo lungomare di Gaeta
Panaorama della Piana di Fondi
I Monti Ausoni e Aurunci fanno da corona nella piana che è porta della Campania Felix
Il porto di Ventotene
Il porto della splendida isola di Ventotene

 

La città di Ninfa, nei presso dell’omonimo fiume, è una città ricca di mistero e di fascino, dalla sua fine avvenuta in età medievale è venuta fino ai tempi nostri, trasformandosi in un luogo di quiete, meraviglia, e di grande valenza scientifica. Era una città medievale di cui esistono ancora diverse suggestive testimonianze come una parte del castello, le mura, il municipio completamente restaurato e resti di chiese ed edifici civili.

 La città fu nuovamente distrutta nel 1382 e completamente abbandonata. Bisognerà attendere il 1920 per vedere Ninfa tornare a nuova vita, dopo una serie di imponenti interventi di recupero attuati da Gelasio Caetani, figlio di Onorato e Ada, di origine britannica, ( totale pulizia dell'area, restauro e consolidamento degli edifici, messa a dimora dei primi alberi) e, successivamente, da Roffredo Caetani e da sua moglie Marguerite Chapin (americana) che si dedicò interamente alla cura del giardino.

 

Ninfa
Ma la grandezza dell'attuale giardino è dovuta soprattutto a Lelia Caetani, ultima discendente della famiglia Caetani. Fu lei, infatti, a portare a termine il progetto dell'attuale giardino che non rispondeva ad alcun modello, o moda dei tempi, ma semplicemente all'istinto creativo e alla capacità delle tre donne del Casato. Fu la stessa Lelia, insieme al marito Hubert Howard, ad aprire il Giardino, prima ad una ristretta cerchia di estimatori e, successivamente, ad un pubblico più ampio, e ad istituire la Fondazione Roffredo Caetani che gestisce ancora oggi i Giardini e Rovine di Ninfa.
Giardini di Ninfa.
L'atmosfera che si respira è quella di un luogo magico, dove vivono, le une accanto alle altre, piante ed essenze floreali provenienti da ogni parte del mondo, come se il terreno ed il clima si adattassero ad esse e le fornissero tutti gli elementi tipici del loro habitat originario, necessari per crescere rigogliose. Tutto sembra far parte di un progetto soprannaturale, alla cui bellezza contribuiscono il fiume Ninfa i ruscelletti, il lago e la fauna variegata: il martin pescatore, l'airone cenerino, il pendolino, l'assiolo, il barbagianni, la gallinella d'acqua, la folaga, il germano reale e, ancora, il tasso, l'istrice, il moscardino e la faina.

 

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