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Guido Rei: ritorno a casa

Torna nella sua città natale il pittore di Fondi con una mostra curata dall'associazione Giuseppe De Santis in una mostra al Chiostro san Francesco a Fondi dal 20 Luglio a Venrdì 27 Luglio.

Guido Rei - Lago di Fondi

Nato a Fondi e trasferitosi con la famiglia in Belgio nel 1960 per seguire il padre che vi lavorava come minatore da alcuni anni, Rei inizia ad interessarsi di pittura nel 1968 dipingendo copie di quadri della scuola fiamminga del ‘600.

Dopo un iniziale ripensamento, incoraggiato da amici a continuare, nel 1978 ha la fortuna di incontrare Albert Chavepeayer, artista belga che coltivava una feconda amicizia con René Magritte ed inizia a frequentare assiduamente il suo studio per circa sei mesi.

Da quell’esperienza la sua pittura si trasforma, diventa personale, ispirata al surrealismo, con la realizzazione di paesaggi del Belgio. Ma in occasione di brevi soggiorni a Fondi, ogni due anni, Rei inizia a dipingere gli scorci del suo meraviglioso territorio: «Il primo quadro dedicato alla mia città natale – ricorda l’artista – è stato proprio la raffigurazione della Mola della Corte. A distanza di tanti anni la mia tecnica è uguale, forse più rifinita, ma è la visione ad essere diversa, con particolare attenzione alla luce.

Oggi dipingo solo paesaggi fondani e dopo centinaia di quadri scopro sempre qualcosa di nuovo nei luoghi della mia terra. Mi ispiro all’impressionismo cercando di utilizzare quella tecnica, anche se poi essa sfocia nel naturalismo. Potrei classificare la mia pittura come “neorealismo pittorico” e ciò mi piace, sapendo che quel movimento culturale si è sviluppato qui, da noi, nel suo versante cinematografico, quello principale».

Scrive Virginio Palazzo nel catalogo della mostra: «È forse, o senza dubbio, il genius loci che rende l’arte di Guido Rei autentico omaggio alla sua terra, dalla quale trova fonte di ispirazione e di consolazione per non poterla vivere e frequentare assiduamente. Ma è proprio questa distanza e l’assillo di rivederla appena possibile a far scaturire l’amore e le emozioni che i suoi quadri esprimono e chi li guarda avverte in tutta la loro forza espressiva».

Secondo il M° Ettore De Conciliis, autore di una nota critica pubblicata nel catalogo, l’arte di Rei travalica «le regole della pittura tradizionale o accademica. È una pittura, la sua, che segue le indicazioni del cuore. Prova ad essere nella linea dell’arte del surrealista René Magritte e dei naif: da Henri Rousseau ad Antonio Ligabue, a Bruno Rovesti».

 

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